Una
delle particolarità del Karate è l'importanza che rivestono,
parallelamente al combattimento (Kumite), gli esercizi
che si effettuano da soli.
Buona parte dell'allenamento nel karate si esegue, infatti, senza partner.
Si tratta della ripetizione di gesti tecnici di base (Kihon)
e dell'apprendimento di sequenze essenziali codificate (Kata).

I gesti tecnici di base sono
formalizzati. Vi sono molte forme diverse di pugni, di calci, di parate,
di spostamenti, che s'imparano per ripetizione.
Come in tutte le arti giapponesi, l'approssimazione non è ammessa
ed occorre acquisire perfettamente la forma corretta.
Parallelamente, bisogna includervi la velocità e la forza.
Per questo si ricorre a tutta una gamma di strumenti tradizionali, i più
utilizzati dei quali sono il sacco ed il makiwara.
Quest'ultimo è costituito da un'asse verticale di circa due metri
di lunghezza di cui un terzo è infisso nel suolo.
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La sua forma è concepita per ottenere flessibilità nella
parte superiore dove spesso è fissato un cuscinetto di paglia di
riso su cui si dirigono i colpi per rafforzare le tecniche di attacco.
Non è sufficiente effettuare una tecnica correttamente e con potenza,
bisogna saperla applicare.
I Kata, che sono una concatenazione di movimenti, sono utili a tale scopo.
L'allenamento comprende anche varie forme di esercizi a due, tra cui le
più importanti sono gli esercizi tecnici, i combattimenti con colpi
prestabiliti e i combattimenti convenzionali.
Durante l'esecuzione degli esercizi tecnici, i due partner ripetono i
colpi e le parate corrispondenti al fine di giungere all'esecuzione precisa
dei gesti tecnici di base e ad una giusta valutazione della distanza e
della velocità dell'avversario.
Nei combattimenti a colpi prestabiliti, i colpi e le parate da utilizzare
sono fissati in anticipo e la potenza dei colpi è controllata.

I combattimenti convenzionali cominciano dal momento in cui i praticanti
hanno imparato a controllare i colpi che portano.
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