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STORIA DEL KARATE    

Nel tentativo di rintracciare le origini del Karate, è doveroso portare la nostra attenzione su Okinawa, la maggiore isola dell'arcipelago delle Ryu Kyu, da dove ci giungono circa 300 anni di storia documentata del Karate.

Il Karate ha avuto, nel corso dei secoli, differenti appellativi.
La denominazione più antica fu "TE". Seguirono numerose altre che ricordiamo: Okinawa-Te, Tote (mano di To, To = dinastia cinese), Kempo Tote, Ryu Kyu Kempo (lotta con le mani delle Ryu Kyu), Shurite (mano di Shuri, Shuri = castello), Tomarite (mano di Tomari, Tomari = porto), Nahate, Shorin ryu, Uechi ryu, Ryuei ryu, Shotokan, Shitoryu, Wadoryu.

Tutti i grandi maestri di karate di Okinawa sono stati e sono d'accordo nel testimoniare che il "Te", una forma di lotta locale a mani nude, esisteva nell'isola sin da tempi immemorabili.
Ma è altrettanto probabile, per non dire sicuro, che il "Te" di Okinawa abbia subito l'influenza del Kempo cinese. Fino al 160, non esisteva nessuna testimonianza relativa al "Te" di Okinawa; è documentata, d'altro canto, l'introduzione del Kempo cinese sull'isola.
Quando nel 1368 salì al potere la dinastia Ming (1368-1644) Satto, re di Okinawa, si recò dall'imperatore per rendergli omaggio e per ottenere una conferma del suo diritto di regnare.

Il consolidamento dei rapporti fra Cina ed Okinawa iniziò nel 1372 data in cui l'imperatore inviò, per incrementare il progresso dell'isola, una missione di sviluppo costituita da cinque gruppi familiari i cui membri erano piloti di navi, esperti di costruzioni edili, avvocati. Questi si stabilirono nel villaggio di Kumemura dove importarono le loro abitudini e la loro religione; proprio a Kumemura nel 1886 alcuni discendenti di queste famiglie eseguirono per la prima volta pubblicamente, i kata Seisan e Superimpei.

Da allora incominciarono ad infittirsi i rapporti commerciali tra l'isola e la Cina: molti cinesi vennero ad Okinawa ed altrettanti isolani si recarono in Cina; e da quel momento molto probabilmente il Kempo cinese ha incominciato ad influenzare le tecniche del "Te" : questo fu un primo canale di possibili influenze.

Il secondo fu costituto dalle missioni di diplomatici cinesi (Sappushi), che erano inviati in gran numero ad Okinawa. Il primo Sappushi (messo dall'imperatore) giunse appunto nel 1372 e al suo seguito c'erano dei soldati, quelli che oggi chiameremmo uomini del servizio di sicurezza.

Certamente fra di loro non mancavano gli esperti di Kempo cinese.
Il periodo di permanenza di queste missioni nell'isola variava dai tre ai dieci mesi; è facile supporre che molte volte i cinesi si allenassero con i "locali".

L'intervallo fra l'invio di una missione e la successiva, di norma, era piuttosto lungo; i Sappushi, infatti, giungevano ad Okinawa principalmente quando cambiava il re.

Fra l'arrivo di un Sappushi ed il seguente gli indigeni avevano tutto il tempo di assimilare e trasformare le tecniche imparate.
I Bushi di Okinawa, dunque, disponevano di qualche anno, prima che giungessero altri cinesi, per inserire quanto avevano appreso e assimilato nel loro bagaglio di tecniche già acquisite.


La prima testimonianza storica di questo interscambio riguarda Wanshu, un inviato dell'imperatore che praticava Kempo, giunto ad Okinawa nel 1683. Il suo nome viene ricordato ancor oggi da un Kata molto importante: Wanshu.

A questo punto è d'obbligo menzionare la leggenda molto diffusa secondo cui il Karate si sviluppò ad Okinawa e divenne popolare presso gli isolani poichè era loro vietato possedere armi. Ci furono due differenti decreti che stabilirono questa legge: il primo promulgato nel 1429; il secondo circa duecento anni più tardi.

Prima del 1429 l'arcipelago delle Ryu Kyu era diviso in tre regni: Chuzan, Nanzan e Hokuzan. Fu il re di Chuzan, Shoashi, che dopo un lungo periodo di guerre, riuscì ad unificarli ed istituì la norma che proibiva a tutti gli abitanti delle Ryu Kyu di possedere qualsiasi tipo di arma.
Stabilì a Shuri un governo centralizzato che durò per i successivi duecento anni.
In questo periodo si incominciò a sviluppare la forma di combattimento conosciuta con il nome di Tode. Sebbene il Tode fosse una disciplina sviluppatasi e maturata ad Okinawa, senza dubbio fu influenzata dal Kempo cinese.

Il Kempo, cioè la via del pugno, impropriamente chiamato Kung fu, che significa "duro lavoro", è noto nella lingua mandarina con il nome di Ch'uan fa ed in quella cantonese con quello di Ken fa. Quando il Kempo arrivò dalla Cina, il nome si trasformò in Tode: il termine "To" stava, infatti, ad indicare la provenienza cinese di quest'arte (To = dinastia Tang) mentre Te - la cui pronuncia poteva essere anche "De" - significa "mano" Un rapido sviluppo del Tode avvenne a partire dal 1609, quando Shimazu, il daymo signore di Satsuma, oggi Kagoshima, occupando Okinawa, ripristinò l'editto che proibiva il possesso delle armi.

Satsuma inviò degli ispettori per verificare che la restrizione fosse scrupolosamente rispettata. Non c'è quindi da meravigliarsi se il Tode iniziò ad essere praticato durante quel periodo nella più assoluta segretezza, essendo per gli abitanti l'unico mezzo di difesa.

Praticavano questa disciplina gli appartenenti alle classi alte dell'isola, per i quali non vigeva la proibizione.
Queste considerazioni storiche fanno pensare che la versione più comune sullo sviluppo del "Te" sia solo una leggenda.

L'inviato dell'imperatore a Okinawa, successivo a Wanshu, di cui abbiamo testimonianza è Kushanku. Questo non era il suo nome proprio, ma quello dell'alto grado che ricopriva nella gerarchia militare; altrettanto elevato doveva essere il suo posto nella delegazione cinese inviata ad Okinawa nel 1756. Ricordiamo Kushanku perchè, nell'anno del suo arrivo ad Okinawa eseguì una dimostrazione di Kempo cinese e perchè ci è stato tramandato un Kata che porta il suo nome (Kanku Dai).

Questi due uomini costituiscono probabilmente la punta emergente di una schiera più vasta di praticanti di Kempo cinese, che dall'inizio del '600 alla fine del '700 esercitarono una grossa influenza sui loro colleghi di Okinawa, in quel periodo che possiamo considerare la protostoria del "Te" sull'isola.

Dalla metà del '700 fino alla fine del secolo, quest'arte troverà poi la sua sistemazione organica.

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